Il digitale in casa ai tempi del Coronavirus

30 Mar 2020 - Tag: ,

Il digitale in casa ai tempi del Coronavirus

Anche i più scettici e restii ad ammettere il ruolo positivo delle tecnologie digitali nella nostra vita si staranno ricredendo in questi giorni di reclusione forzata per l’emergenza Coronavirus. Difficile immaginare come si sarebbero potute affrontare queste giornate senza il contributo delle tecnologie per il lavoro e la scuola a distanza, per gli incontri virtuali, per i colloqui con i professori, gli esami o in alcuni casi il reperimento dei generi alimentari e di prima necessità.

Ci troviamo in una situazione assolutamente inedita e allo stesso tempo preziosa, in cui è possibile condividere in famiglia l’uso delle tecnologie. Normalmente è piuttosto difficile: i genitori sono spesso occupati e l’uso dello smartphone o del tablet è visto prevalentemente come un passatempo per bambini e  adolescenti nei lunghi pomeriggi domestici. Oggi però lo scenario, in molte famiglie, è totalmente diverso. E si tratta di un’opportunità da cogliere.

Ecco qualche consiglio utile per approfittare meglio di questo periodo:

-Se non lo si è ancora fatto, potrebbe essere il momento giusto per mettere a punto un piano familiare sull’utilizzo della tecnologia: poche semplici regole che tutti insieme si decide di condividere (tenendo presente che in questi giorni forzatamente il tempo d’uso dei dispositivi sarà molto più lungo del normale). Per arrivare a definirle è importante ascoltare tutti i membri della famiglia, anche i più piccoli, in modo che si possano sentire coinvolti e ne percepiscano l’importanza.  E’ poi fondamentale che si tratti di regole che tutti i membri della famiglia s’impegnano a rispettare: un esempio potrebbe essere quello di non usare il cellulare a tavola o la sera a letto.

-Il maggior tempo disponibile da trascorrere in casa in compagnia dei propri figli può essere utilizzato per condividere l’uso degli strumenti digitali, dallo smartphone al tablet, dal Pc alla Playstation.

– E’ più facile se i figli sono piccoli, non troppo però, ricordiamo che prima dei due anni l’uso degli schermi è sconsigliato dall’OMS, e tra i 2 e i 4 anni si dovrebbe contenere entro un’ora al giorno. Un’attività molto utile può essere quella di selezionare video e giochi online interessanti, che possano stimolare la loro creatività, invitarli a svolgere attività pratiche o mettere alla prova le loro conoscenze. Per avere qualche suggerimento pratico si può dare un’occhiata qui.

– Con i figli preadolescenti si può sperimentare insieme l’uso dei social media, ad esempio aprendo sullo smartphone della mamma o del papà un primo profilo social ( su Instagram o TikTok) o anche su Whatsapp, (ricordiamo che l’età minima richiesta dai social media per aprire un proprio profilo è 13 anni, mentre per Whatsapp sarebbe addirittura 16). In questo modo si potranno valutare insieme aspetti positivi ed elementi problematici e sarà più facile avviare un dialogo sull’uso di questi strumenti che potrà poi continuare anche quando i figli saranno cresciuti.

– Con ragazzi più grandi, liceali e universitari, l’approccio dev’essere diverso: possiamo imparare molto sui servizi e su come li usano. Mostriamo un po’ di curiosità: chiediamo come funzionano i social media più noti, chi sono i personaggi che amano e in generale che cosa trovano interessante e perché. Scopriremo un mondo e scopriremo che in quel mondo c’è un posto anche per noi.

-Vale per tutte le età il consiglio di giocare insieme o di osservare i nostri figli mentre giocano. E’ un’attività che richiede parecchio tempo e di solito è difficile riuscire a trovarlo, ma in questi giorni prendiamoci delle pause in cui affianchiamo i nostri figli alla playstation o su qualunque altro strumento utilizzino per videogiocare. Resteremo sorpresi dalla qualità grafica e anche narrativa di molti dei prodotti in commercio. Ricordiamoci di controllare l’indicazione di età che troviamo su tutte le scatole di videogames, tenendo presente che, se si gioca insieme al papà o alla mamma, si può essere meno rigidi sul rispetto delle età indicate.

-In questi giorni è come se Internet fosse tornata improvvisamente a riscoprire la sua anima, il motivo profondo per cui è nata: mettere in comunicazione le persone, aiutarle a condividere passioni, interessi, emozioni. E’ una straordinaria occasione per imparare a utilizzarla bene, che vale più di mille lezioni teoriche di utilizzo consapevole del Web. Stiamo sperimentando in prima persona il potere della tecnologia di farci sentire vicini a chi non possiamo incontrare in altro modo. Incoraggiamo quindi all’uso dei vari sistemi per videochiamare e per creare gruppi online ( con Whatsapp, Google Hangout, Zoom, Skype, House Party, per citare i servizi più utilizzati). I ragazzi saranno portati così ad ampliare lo sguardo oltre l’uso di questi strumenti per puro intrattenimento o per forme di socializzazione disimpegnate.

– Adesso c’è tempo anche per valutare con più attenzione che cosa guardare in tv, sulle reti generaliste o sui molti servizi di streaming. Quella serie tv che nostra figlia dodicenne ci chiede insistentemente di vedere e noi non abbiamo ancora avuto il tempo di valutare? Quel reality bizzarro che interessa tanto il nostro quattordicenne, ma non siamo mai riusciti a vedere? Adesso il tempo lo abbiamo: possiamo dedicarne un po’ a cercare notizie sui programmi, in modo da valutarli e sceglierli con più attenzione, e possiamo anche concederci il lusso di vederne qualche puntata insieme ai nostri figli. Non sarà tempo perso, ma servirà a creare un terreno comune di condivisione e dialogo. Ricordiamo che ormai molti dei temi e dei valori di riferimento dei ragazzi vengono proprio dal mondo delle serie tv.

originariamente pubblicato su www.puntofamiglia.net

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Il digitale in casa ai tempi del Coronavirus

Anche i più scettici e restii ad ammettere il ruolo positivo delle tecnologie digitali nella nostra vita si staranno ricredendo in questi giorni di reclusione forzata per l’emergenza Coronavirus. Difficile immaginare come si sarebbero potute affrontare queste giornate senza il contributo delle tecnologie per il lavoro e la scuola a distanza, per gli incontri virtuali, per i colloqui con i professori, gli esami o in alcuni casi il reperimento dei generi alimentari e di prima necessità.

Ci troviamo in una situazione assolutamente inedita e allo stesso tempo preziosa, in cui è possibile condividere in famiglia l’uso delle tecnologie. Normalmente è piuttosto difficile: i genitori sono spesso occupati e l’uso dello smartphone o del tablet è visto prevalentemente come un passatempo per bambini e  adolescenti nei lunghi pomeriggi domestici. Oggi però lo scenario, in molte famiglie, è totalmente diverso. E si tratta di un’opportunità da cogliere.

Ecco qualche consiglio utile per approfittare meglio di questo periodo:

-Se non lo si è ancora fatto, potrebbe essere il momento giusto per mettere a punto un piano familiare sull’utilizzo della tecnologia: poche semplici regole che tutti insieme si decide di condividere (tenendo presente che in questi giorni forzatamente il tempo d’uso dei dispositivi sarà molto più lungo del normale). Per arrivare a definirle è importante ascoltare tutti i membri della famiglia, anche i più piccoli, in modo che si possano sentire coinvolti e ne percepiscano l’importanza.  E’ poi fondamentale che si tratti di regole che tutti i membri della famiglia s’impegnano a rispettare: un esempio potrebbe essere quello di non usare il cellulare a tavola o la sera a letto.

-Il maggior tempo disponibile da trascorrere in casa in compagnia dei propri figli può essere utilizzato per condividere l’uso degli strumenti digitali, dallo smartphone al tablet, dal Pc alla Playstation.

– E’ più facile se i figli sono piccoli, non troppo però, ricordiamo che prima dei due anni l’uso degli schermi è sconsigliato dall’OMS, e tra i 2 e i 4 anni si dovrebbe contenere entro un’ora al giorno. Un’attività molto utile può essere quella di selezionare video e giochi online interessanti, che possano stimolare la loro creatività, invitarli a svolgere attività pratiche o mettere alla prova le loro conoscenze. Per avere qualche suggerimento pratico si può dare un’occhiata qui.

– Con i figli preadolescenti si può sperimentare insieme l’uso dei social media, ad esempio aprendo sullo smartphone della mamma o del papà un primo profilo social ( su Instagram o TikTok) o anche su Whatsapp, (ricordiamo che l’età minima richiesta dai social media per aprire un proprio profilo è 13 anni, mentre per Whatsapp sarebbe addirittura 16). In questo modo si potranno valutare insieme aspetti positivi ed elementi problematici e sarà più facile avviare un dialogo sull’uso di questi strumenti che potrà poi continuare anche quando i figli saranno cresciuti.

– Con ragazzi più grandi, liceali e universitari, l’approccio dev’essere diverso: possiamo imparare molto sui servizi e su come li usano. Mostriamo un po’ di curiosità: chiediamo come funzionano i social media più noti, chi sono i personaggi che amano e in generale che cosa trovano interessante e perché. Scopriremo un mondo e scopriremo che in quel mondo c’è un posto anche per noi.

-Vale per tutte le età il consiglio di giocare insieme o di osservare i nostri figli mentre giocano. E’ un’attività che richiede parecchio tempo e di solito è difficile riuscire a trovarlo, ma in questi giorni prendiamoci delle pause in cui affianchiamo i nostri figli alla playstation o su qualunque altro strumento utilizzino per videogiocare. Resteremo sorpresi dalla qualità grafica e anche narrativa di molti dei prodotti in commercio. Ricordiamoci di controllare l’indicazione di età che troviamo su tutte le scatole di videogames, tenendo presente che, se si gioca insieme al papà o alla mamma, si può essere meno rigidi sul rispetto delle età indicate.

-In questi giorni è come se Internet fosse tornata improvvisamente a riscoprire la sua anima, il motivo profondo per cui è nata: mettere in comunicazione le persone, aiutarle a condividere passioni, interessi, emozioni. E’ una straordinaria occasione per imparare a utilizzarla bene, che vale più di mille lezioni teoriche di utilizzo consapevole del Web. Stiamo sperimentando in prima persona il potere della tecnologia di farci sentire vicini a chi non possiamo incontrare in altro modo. Incoraggiamo quindi all’uso dei vari sistemi per videochiamare e per creare gruppi online ( con Whatsapp, Google Hangout, Zoom, Skype, House Party, per citare i servizi più utilizzati). I ragazzi saranno portati così ad ampliare lo sguardo oltre l’uso di questi strumenti per puro intrattenimento o per forme di socializzazione disimpegnate.

– Adesso c’è tempo anche per valutare con più attenzione che cosa guardare in tv, sulle reti generaliste o sui molti servizi di streaming. Quella serie tv che nostra figlia dodicenne ci chiede insistentemente di vedere e noi non abbiamo ancora avuto il tempo di valutare? Quel reality bizzarro che interessa tanto il nostro quattordicenne, ma non siamo mai riusciti a vedere? Adesso il tempo lo abbiamo: possiamo dedicarne un po’ a cercare notizie sui programmi, in modo da valutarli e sceglierli con più attenzione, e possiamo anche concederci il lusso di vederne qualche puntata insieme ai nostri figli. Non sarà tempo perso, ma servirà a creare un terreno comune di condivisione e dialogo. Ricordiamo che ormai molti dei temi e dei valori di riferimento dei ragazzi vengono proprio dal mondo delle serie tv.

originariamente pubblicato su www.puntofamiglia.net

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