La prima casella di posta elettronica l’ho avuta nel 1993, quando ogni volta che parlavi di Internet dovevi spiegare che cosa fosse, il World Wide Web lo conoscevano il suo inventore Tim Berners Lee e pochi altri, il fondatore di Facebook era alle elementari e quelli di Google oscuri studenti universitari.

Di gran parte delle tecnologie che oggi usiamo comunemente ho scritto e fatto scrivere su Virtualla rivista che ho fondato nel 1993 e diretto fino al 1998, il primo mensile dedicato alla cultura digitale in Italia. Io che volevo fare la critica teatrale e che ero diventata giornalista professionista nel 1989 per poi laurearmi in filosofia, avevo trovato nei nuovi media un mondo appassionante, che mescolava scienza e arte, tecnologia e cultura, e avevo deciso di fermarmi e di guardare meglio.

Oggi insegno Editoria Multimediale, Content Management e Digital Journalism all’Università Cattolica di Milano, collaboro con il mensile Domus e con il quotidiano Avvenire e sono presidente di Aiart Milano, associazione nazionale che opera nella formazione a un uso consapevole dei media.

Dopo aver scritto e tradotto vari libri sull’impatto della tecnologia sulla società (tra gli altri “Dizionario dei New Media”, “I nuovi strumenti del comunicare”, con Gianfranco Bettetini, Barbara Gasparini e Nicoletta Vittadini; “Digital kids”, con Giuseppe Romano, e la versione italiana di “Internet ci rende stupidi?” di Nicholas Carr) nel febbraio 2019 ho pubblicato “Smartphone. 10 ragioni per non regalarlo alla prima Comunione (e magari neanche alla Cresima)”(Ares, Milano) e ho curato “Clicco quindi educo. Genitori e figli nell’era dei social network” (Ets, Pisa)

Da alcuni anni tengo incontri di formazione sull’uso consapevole dei media, per genitori, insegnanti e ragazzi delle scuole secondarie inferiori e superiori.

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