Ora che i tribunali hanno fatto la loro parte, e continueranno a farla nei prossimi mesi, la palla torna al mondo adulto, che può e deve rendersi protagonista di questa sfida. Se si arriverà o meno a un’Internet migliore dipenderà in gran parte da noi. È il momento di riprendere in mano le redini dell’educazione digitale dei nostri figli e dei ragazzi di cui a vario titolo siamo chiamati a occuparci. Una seria legge sull’età minima per i social potrebbe aiutare (e in Parlamento sono ormai diverse le proposte in tal senso), ma nessun cambiamento virtuoso, consapevole e realmente efficace potrà avviarsi senza di noi, genitori al pari dei tanti che piangevano di gioia davanti al tribunale californiano, imperfetti e fragili come siamo.
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