“Famiglie nella rete”: intervista sull’Avvenire di Calabria

21 Mar 2021 - Tag: ,

“Famiglie nella rete”: intervista sull’Avvenire di Calabria

Ecco un breve spezzone dell’intervista che mi ha fatto Federico Minniti su l’Avvenire di Calabria. Qui trovate il testo completo. E qui il video dell’intervista.

Bambini e smartphone. I genitori sono veramente in trappola?
I genitori cadono nella rete se si lasciano intrappolare da «quello che fanno tutti», cioè escludendo il buon senso per il bene dei loro figli. Quando entra in campo una tecnologia così complessa fatto da adulti per adulti, i genitori rischiano di farsi convincere di non essere all’altezza. Non bisogna mai delegare l’educazione dei nostri figli: non c’è bisogno di competenze specifiche, ma credere nel proprio ruolo fino in fondo.

Educazione al digitale. Quali sono le regole base?
Il rapporto con la tecnologia si inserisce in un rapporto educativo pre-esistente. Parlando di regole, io terrei presenti due aspetti: realismo e gradualità. Rispetto al realismo, dobbiamo dirci la verità: spesso gli adulti sono i primi a fare fatica nella gestione degli smartphone. Se parliamo, invece, di gradualità dobbiamo partire dall’età “iniziale” in cui acquistare il device ai nostri figli: i limiti ci sono se si pensa che l’iscrizione ai maggiori Social network è fissata a 14 anni. Inoltre, sempre parlando di gradualità ci sono altre alcune semplici regole: anzitutto, vietare l’uso dello smartphone di notte, iniziando noi adulti a lasciarlo fuori dalle nostre camere da letto. Questa impostazione può essere mutuata anche durante i pasti. Un consiglio che mi sento di dare, inoltre, è quello di usare i device tecnologici in luoghi quanto mai condivisi della casa: reagire a un brutto messaggio sul divano è diverso che farlo nel buio della propria cameretta.

 

 

 

 

 

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“Famiglie nella rete”: intervista sull’Avvenire di Calabria

Ecco un breve spezzone dell’intervista che mi ha fatto Federico Minniti su l’Avvenire di Calabria. Qui trovate il testo completo. E qui il video dell’intervista.

Bambini e smartphone. I genitori sono veramente in trappola?
I genitori cadono nella rete se si lasciano intrappolare da «quello che fanno tutti», cioè escludendo il buon senso per il bene dei loro figli. Quando entra in campo una tecnologia così complessa fatto da adulti per adulti, i genitori rischiano di farsi convincere di non essere all’altezza. Non bisogna mai delegare l’educazione dei nostri figli: non c’è bisogno di competenze specifiche, ma credere nel proprio ruolo fino in fondo.

Educazione al digitale. Quali sono le regole base?
Il rapporto con la tecnologia si inserisce in un rapporto educativo pre-esistente. Parlando di regole, io terrei presenti due aspetti: realismo e gradualità. Rispetto al realismo, dobbiamo dirci la verità: spesso gli adulti sono i primi a fare fatica nella gestione degli smartphone. Se parliamo, invece, di gradualità dobbiamo partire dall’età “iniziale” in cui acquistare il device ai nostri figli: i limiti ci sono se si pensa che l’iscrizione ai maggiori Social network è fissata a 14 anni. Inoltre, sempre parlando di gradualità ci sono altre alcune semplici regole: anzitutto, vietare l’uso dello smartphone di notte, iniziando noi adulti a lasciarlo fuori dalle nostre camere da letto. Questa impostazione può essere mutuata anche durante i pasti. Un consiglio che mi sento di dare, inoltre, è quello di usare i device tecnologici in luoghi quanto mai condivisi della casa: reagire a un brutto messaggio sul divano è diverso che farlo nel buio della propria cameretta.

 

 

 

 

 

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