Che cos’è l’Earn it Act e perché dovrebbe interessarvi

22 Feb 2022 - Tag: , ,

Che cos’è l’Earn it Act e perché dovrebbe interessarvi

Sentirete presto parlare di Earn it Act. Si tratta di una proposta di legge, approvata in questi giorni in Commissione Giustizia del Senato USA che impone alle aziende di Internet controlli più rigidi sulla circolazione di materiale pedopornografico online, ritenendole responsabili della pubblicazione di tali contenuti. La proposta andrebbe di fatto a ritoccare la controversa sezione 230 del Communications Decency Act in vigore negli Stati Uniti dal 1996, che non prevede una responsabilità delle piattaforme online riguardo ai contenuti, ritenendole semplici infrastrutture tecnologiche e non editori a tutti gli effetti. Da tempo si chiede una revisione della sezione 230, alla quale si oppongono però le organizzazioni per i diritti civili (in testa la Electronic Frontier Foundation) e gli stessi servizi online.

Questo primo step di approvazione apre di fatto una serie di possibilità per contrastare la pedopornografia online. Come sintetizza Laila Mickelwait, attivista online contro lo sfruttamento sessuale sui siti porno

Questo atto:

1) Permette alle vittime di abusi sessuali su minori online di fare più facilmente causa ai siti web che hanno distribuito e monetizzato i loro abusi.

2) Cambia il termine “pornografia infantile” in “materiale pedopornografico” nella legge degli Stati Uniti.

3) Incentiva le aziende Big Tech a togliere i video di abusi sessuali su minori dai loro siti.

Pornhub intanto sta già correndo ai ripari, limitando l’accesso ai contenuti catalogati come “Revenge Porn”, ovvero pubblicati senza il consenso di chi è stato ripreso. Qui vedete la schermata che si presenta a chi fa una ricerca con quella parola chiave.

 

 

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Che cos’è l’Earn it Act e perché dovrebbe interessarvi

Sentirete presto parlare di Earn it Act. Si tratta di una proposta di legge, approvata in questi giorni in Commissione Giustizia del Senato USA che impone alle aziende di Internet controlli più rigidi sulla circolazione di materiale pedopornografico online, ritenendole responsabili della pubblicazione di tali contenuti. La proposta andrebbe di fatto a ritoccare la controversa sezione 230 del Communications Decency Act in vigore negli Stati Uniti dal 1996, che non prevede una responsabilità delle piattaforme online riguardo ai contenuti, ritenendole semplici infrastrutture tecnologiche e non editori a tutti gli effetti. Da tempo si chiede una revisione della sezione 230, alla quale si oppongono però le organizzazioni per i diritti civili (in testa la Electronic Frontier Foundation) e gli stessi servizi online.

Questo primo step di approvazione apre di fatto una serie di possibilità per contrastare la pedopornografia online. Come sintetizza Laila Mickelwait, attivista online contro lo sfruttamento sessuale sui siti porno

Questo atto:

1) Permette alle vittime di abusi sessuali su minori online di fare più facilmente causa ai siti web che hanno distribuito e monetizzato i loro abusi.

2) Cambia il termine “pornografia infantile” in “materiale pedopornografico” nella legge degli Stati Uniti.

3) Incentiva le aziende Big Tech a togliere i video di abusi sessuali su minori dai loro siti.

Pornhub intanto sta già correndo ai ripari, limitando l’accesso ai contenuti catalogati come “Revenge Porn”, ovvero pubblicati senza il consenso di chi è stato ripreso. Qui vedete la schermata che si presenta a chi fa una ricerca con quella parola chiave.

 

 

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